Approvata in Consiglio Comunale dopo tre ore di discussione la proposta di iniziativa popolare promossa dal Circolo Legambiente di Pisa. Il Presidente Marco Ricci: "Allontanato dal nostro territorio il rischio nucleare"
"Territorio comunale denuclearizzato", sarà questa la dicitura che si troverà a breve alle porte del Comune di Pisa. Infatti nel corso del Consiglio comunale svoltosi ieri è stata approvata con 22 voti favorevoli, 12 contrari e 2 astenuti la proposta di iniziativa popolare promossa dal Circolo Legambiente di Pisa che aveva proprio come oggetto la dichiarazione di Pisa quale territorio comunale denuclearizzato.
Una discussione avvenuta in seguito all'iniziativa dell'associazione ambientalista che nel maggio del 2009 aveva raccolto e depositato presso gli uffici comunali 246 firme per richiedere un consiglio comunale aperto sull'argomento, secondo l'iter previsto dall'articolo 55 dello Statuto Comunale, in cui si afferma che "l'iniziativa per l'adozione di atti amministrativi può essere esercitata da parte della popolazione con la presentazione di una proposta che deve essere sottoscritta da almeno 150 residenti maggiorenni".
E dopo oltre un anno, benché lo stesso Statuto obblighi entro 60 giorni a portare in consiglio la proposta di delibera, Legambiente è riuscita a far discutere e approvare questa proposta. E il primo a parlare su questo punto all'ordine del giorno, secondo quanto previsto dall'iniziativa, è stato il primo dei firmatari del documento depositato, ovvero il presidente del circolo locale dell'associazione ambientalista Marco Ricci, che illustra i contenuti della delibera da mettere in votazione.
"La raccolta firme - spiega Ricci - si inserisce all'interno della mobilitazione nazionale "Per il Clima, Contro il Nucleare": con l'obiettivo di rispondere alla propaganda del governo e dei nuclearisti, ristabilire la verità sulla dannosità del nucleare, fare chiarezza su alcuni luoghi comuni e chiedere all'amministrazione pisana di allontanare dal nostro territorio il rischio nucleare".
Questa campagna promossa da Legambiente su tutto il territorio nazionale nasce in risposta alla decisione presa nel luglio 2009 dal Governo Berlusconi, di riaprire il Paese al nucleare, facendo un passo indietro a prima del 1987, quando l'Italia aveva scelto per via referendaria di non produrre più energia dall'atomo.
"Il Governo ha deciso - come si legge nella proposta di delibera che viene illustrata - per un ritorno al nucleare nel nostro Paese, con un obiettivo dichiarato di produrre il 25% dell'energia elettrica dall'atomo. Per arrivare a questo obiettivo l'Italia dovrebbe localizzare e costruire sul territorio nazionale 8 reattori come quello attualmente in costruzione in Finlandia (il più grande del mondo)".
Ricci spiega così nel suo intervento tutti i rischi di una simile politica energetica, ma tocca anche i temi della sicurezza degli impianti, dello smaltimento dei rifiuti. Si apre così una lunga discussione a cui partecipano tutte le forze politiche. Per l'amministrazione comunale interviene l'assessore Cerri che esprime a nome della giunta un parere favorevole alla delibera.
Si arriva, dopo quasi tre ore di dibattito, al voto e viene approvata la proposta di Legambiente di dichiarare Pisa " 'territorio comunale denuclearizzato', contrario quindi alla produzione di energia nucleare". Si esprime, inoltre, "parere contrario all'installazione su tutto il territorio comunale di centrali che sfruttino l'energia atomica, a eccezione delle sperimentazioni di ricerca e finché con le nuove tecnologie non verranno superati i problemi richiamati".
Infine, secondo quanto prevede la delibera, ci si impegna "a garantire la massima trasparenza e partecipazione nel processo di individuazione di siti di stoccaggio per i rifiuti radioattivi, derivanti anche dal decommissioning delle centrali dismesse dopo il referendum del 1987 e di quelle dell'attività di ricerca, promuovendo iniziative pubbliche che mirino ad informare la cittadinanza e a mantenere aperta l'attenzione e il dibattito su tutte le questioni sopra esposte".
Ad oggi il destino lavorativo dei 65 dipendenti della C-Global risulta ancora incerto. I Capigruppo consiliari della Provincia di Pisa Massimiliano Casalini (SEL), Manolo Panicucci (PD) e Michele Curci (IDV) - in una nota congiunta - esprimono l’auspicio che il doppio incontro tenutosi a Pisa il 25 agosto con i vertici aziendali e sindacali sia solo l’inizio di un percorso che porti a soluzioni alternative al trasferimento a Collecchio (Parma) della sede pisana e fiorentina.
Si sottolineainoltre che l’indotto che ruota intorno all’azienda, tra Pisa e Firenze, è di circa 150 lavoratori ed in questa fase è assolutamente da scongiurare ogni tipo di perdita occupazionale sul territorio. Attendiamo e seguiremo con molta attenzione - si conclude nella nota – ciò che emergerà dall’incontro di venerdì 27 agosto tra l’Azienda e le organizzazioni sindacali in previsione a Collecchio.
BARI - «Il racconto che io immagino rompe le porte blindate dell'economicismo. Produrre e distribuire ricchezza, promuovere il benessere di tutti, coniugare economia ed ecologia, trovare il giusto equilibrio tra profitto dell'impresa privata e valorizzazione dei beni comuni». Nichi Vendola, il governatore della Puglia cui piacciono i racconti, colui che ha deciso di sparigliare il centro-sinistra con la sua candidatura alle primarie parla di economia, Fiat, tasse e crisi. «Il dibattito dell'economia – dice – è asfittico e criptato, monopolizzato da tecnocrati, lobbysti e moralisti a libro paga. Un dibattito drammaticamente orfano di quell'etica della responsabilità che per me significa confronti con l'inviolabilità della vita e del vivente e porre un argine alla mercificazione del mondo. Cos'è la crisi? Una calamità naturale o il frutto avvelenato di quel potere soprannazionale della rendita e della speculazione finanziaria che ha umiliato il lavoro e ucciso milioni di imprese?».
Ecco, nel suo programma c'è una politica industriale? Una politica industriale intanto bisogna avercela. Per Berlusconi è opzionale. Pare che la faccia spontaneamente il mercato. E in questa insostenibile leggerezza della politica l'Italia vive un vero e proprio processo di deindustrializzazione che è una tragedia civile e sociale. Non esiste un luogo in cui si discute di quali siano gli apparati industriali considerati strategici e come di conseguenza agire affinché essi possano radicarsi e rinforzarsi qui in Italia, di come possano internazionalizzarsi senza emigrare alla ricerca della manodopera al più basso costo, di come possano competere usando la chiave magica che apre la porta dei mercati globali: la qualità delle produzioni, il contenuto di innovazione dei prodotti. Non so se è una bestemmia dire che è necessario l'intervento pubblico in economia, che significa orientare e accompagnare le imprese, impedire che la costellazione di piccole aziende paghi in forme fatali il prezzo della crisi, promuovere la valorizzazione della presenza femminile e giovanile nel sistema economico, tutelare le conquiste sociali fondamentali, favorire un clima favorevole ai processi di innovazione, varare un Piano straordinario per il lavoro mirato al riassetto idrogeologico e alla cura del territorio.
Prosegue il dibattito politico sia a livello locale sia a livello nazionale sul futuro della sinistra e del centro-sinistra. Pubblichiamo di seguito un intervento di Sinistra Ecologia e Libertà che parla anche delle politiche dell'amministrazione comunale e del percorso che questa esperienza farà nei prossimi mesi in vista del primo congresso che si terrà ad ottobre.
Sinistra Ecologia Libertà sta sperimentando una significativa tendenza espansiva della propria azione politica, a livello nazionale come a livello locale. La grande visibilità e la indubbia leadership di Nichi Vendola rappresentano certamente un fattore trainante ed aggregante che fortifica l'esigenza di agire da partito e di costruire, in primis attraverso il congresso che Sinistra Ecologia Libertà terrà il prossimo ottobre, un soggetto politico in grado di coprire il largo vuoto aperto nella sinistra dalla sconfitta elettorale, dall'arroccamento minoritario di molte sue componenti anche importanti, dalla deriva politica e sociale prodotta dal neo-liberismo, che continua spietatamente a cavalcare la crisi economica.
Se esiste un'area sociale e di opinione che dal passato arriva fino a Sel, e di cui una parte dei suoi militanti sono espressione, al contempo vi è senz'altro una possibile, talvolta inconsapevole, sinistra che trae dalle contingenze dell'oggi rinnovati motivi di mobilitazione. Proprio muovendosi in questa direzione, con spirito costruttivo ed unitario, SEL ha contributo, insieme ai comitati del movimento per la ripubblicizzazione dell'acqua, alla raccolta di firme per i referendum abrogativi delle norme con cui il Governo Berlusconi sta definitivamente procedendo alla privatizzazione della risorsa idrica .
E' crescente in città il disagio per alcune linee di intervento dell'attuale Amministrazione, che pure mostra elementi di debolezza e di divisione interna. Pisa sta peraltro vivendo una fase di intensa trasformazione, che domanda scelte importanti, ma soprattutto un'impostazione che metta al centro non lo sviluppo per lo sviluppo, bensì lo sviluppo nelle modalità e nelle forme sostenibili ad un più alto livello di qualità della vita, di interscambio tra le persone, di scelte partecipate, di sociabilità, di cui si avverte sempre di più la mancanza. Su questo tema l'esperienza di Rebeldia si pone come significativa e matura controtendenza.
Sinistra Ecologia Libertà chiede ed ottiene una serie di riunioni della coalizione che sostiene Pieroni sulla questione dei rifiuti. E venerdì 13 agosto si svolgerà un incontro della commissione consiliare in Provincia ad hoc su questi temi
Si svolgerà venerdì 13 agosto l'attesa commissione consiliare in Provincia sul tema della gestione dei rifiuti ed in particolare sullo stato delle procedure autorizzative per i nuovi impianti di termovalorizzazione dei rifiuti speciali nel territorio provinciale di cui tanto si sta discutendo nelle ultime settimane: dall'impianto di Gello a quello di Vicopisano, per finire con Castelfranco.
Ma che il confronto tra le forze politiche sia complesso e che vi siano anche posizioni differenti lo dimostra il fatto che al di là della commissione si svolgerà subito dopo la pausa estiva una serie di riunioni dei partiti della maggioranza che governano la Provincia di Pisa proprio sulla questione dei rifiuti.
A renderlo noto è il capogruppo in consiglio provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, Massimiliano Casalini: "Due settimane fa come SEL abbiamo chiesto ai partiti di maggioranza in Provincia - PD, IdV e PSI - di andare velocemente a una serie di riunioni di coalizione sulla questione dei rifiuti: la risposta è stata positiva e il Presidente Andrea Pieroni si è impegnato a calendarizzare tali incontri già dalla prima settimana di settembre".
"Riteniamo - prosegue Casalini - il tema degli impianti di trattamento dei rifiuti un tema dirimente per l'azione politica della coalizione che governa in Provincia e SEL vuole fare la sua parte. Abbiamo detto più volte che non siamo "quelli del no sempre e comunque", ma sosteniamo che è necessaria e stringente una programmazione d'area in quest'ambito, ovvero il Piano interprovinciale dei rifiuti, che vada a connettersi con la programmazione del governo del territorio e delle energie, della viabilità e dello sviluppo, della tutela dei territori e delle risorse ambientali, del turismo".