Proseguono le prese di posizione sulla mancata approvazione del Cda sul piano delle assunzioni
La mancata approvazione del piano delle assunzioni da parte del Consiglio di Amministrazione dell'Università è un ferita che resterà a lungo aperta nella vita dell'ateneo.
Infatti dopo la lettera del coordinatore della RSU, Omar Benini, che chiede le dimissioni del Rettore, a criticare duramente quanto avvenuto sono in un comunicato congiunto le organizzazioni sindacali e le Associazioni della Docenza Universitaria dell'Università di Pisa: "Esprimiamo un grave disappunto relativo alle decisioni del Senato Accademico del 6 Luglio 2010 e del Consiglio di Amministrazione del 13 Luglio 2010, in quanto non solo non si è proceduto ad indire gli 85 bandi per i ricercatori e all'assunzione degli 89 stabilizzandi del personale tecnico amministrativo (come richiesto nella mozione dell'assemblea dei docenti 1 Luglio 2010), ma neanche è stato dato l'avvio alle procedure".
"La grave lesione fatta - si legge ancora nel comunicato - alle aspettative di queste persone, in un momento in cui le difficili possibilità di oggi possono diventare le nulle possibilità di domani, non può non richiamare la altrettanto grave lesione già perpetrata con il prepensionamento d'ufficio dei ricercatori con 40 anni di anzianità contributiva, che a questo punto si rivela non solo ingiusto ma anche inutile".
Ma anche fuori dall'Università non mancano le critiche. E dopo la voce di Rifondazione e dei Cobas, si aggiunge anche quella del Forum Formazione di Sinistra Ecologia e Libertà che parla di "organi accademici ancora una volta alla mercé di un Rettore, ormai ufficialmente, in scadenza di mandato".
"La seduta del Senato Accademico - affermano gli esponenti di SEL- del 6 luglio, si è conclusa con una sconcertante violazione delle procedure: il rifiuto di porre in votazione un emendamento proposto dai rappresentanti della lista studentesca Sinistra Per..., perché contrario all'opinione del Rettore-presidente. Alla gravità di tale azione dal punto di vista metodologico, si aggiunge un giudizio fortemente negativo nel merito: l'emendamento presentato, infatti, conteneva una ferma opposizione rispetto alla riforma Gelmini, una posizione di cui non si è nemmeno voluto discutere".
E nel caso del Consiglio d'amministrazione del 13 luglio il Forum formazione del partito di Vendola definisce la decisione di rimandare a dopo l'estate il piano delle assunzioni "una pilatesca lavata di mani".
Da qui la richiesta di un cambio netto nella direzione di governo dell'ateneo vista l'imminenza del voto per il nuovo Rettore: "Riteniamo che l'Università di Pisa, che a settembre eleggerà il nuovo Rettore nonché i rappresentanti in Senato Accademico, abbia bisogno di un profondo cambiamento, soprattutto nel modo di concepire il governo dell'Ateneo: al disegno autoritario della riforma Gelmini, che accentra il potere nelle mani di Rettori affiancati prioritariamente da Consigli d'Amministrazione a forte presenza di esterni, è necessario contrapporre una gestione fondata sulla partecipazione ed il coinvolgimento di tutte le componenti dell'Università nell'assunzione delle decisioni, attraverso strumenti di trasparenza e democraticità".
Ad oggi il destino lavorativo dei 65 dipendenti della C-Global risulta ancora incerto. I Capigruppo consiliari della Provincia di Pisa Massimiliano Casalini (SEL), Manolo Panicucci (PD) e Michele Curci (IDV) - in una nota congiunta - esprimono l’auspicio che il doppio incontro tenutosi a Pisa il 25 agosto con i vertici aziendali e sindacali sia solo l’inizio di un percorso che porti a soluzioni alternative al trasferimento a Collecchio (Parma) della sede pisana e fiorentina.
Si sottolineainoltre che l’indotto che ruota intorno all’azienda, tra Pisa e Firenze, è di circa 150 lavoratori ed in questa fase è assolutamente da scongiurare ogni tipo di perdita occupazionale sul territorio. Attendiamo e seguiremo con molta attenzione - si conclude nella nota – ciò che emergerà dall’incontro di venerdì 27 agosto tra l’Azienda e le organizzazioni sindacali in previsione a Collecchio.
BARI - «Il racconto che io immagino rompe le porte blindate dell'economicismo. Produrre e distribuire ricchezza, promuovere il benessere di tutti, coniugare economia ed ecologia, trovare il giusto equilibrio tra profitto dell'impresa privata e valorizzazione dei beni comuni». Nichi Vendola, il governatore della Puglia cui piacciono i racconti, colui che ha deciso di sparigliare il centro-sinistra con la sua candidatura alle primarie parla di economia, Fiat, tasse e crisi. «Il dibattito dell'economia – dice – è asfittico e criptato, monopolizzato da tecnocrati, lobbysti e moralisti a libro paga. Un dibattito drammaticamente orfano di quell'etica della responsabilità che per me significa confronti con l'inviolabilità della vita e del vivente e porre un argine alla mercificazione del mondo. Cos'è la crisi? Una calamità naturale o il frutto avvelenato di quel potere soprannazionale della rendita e della speculazione finanziaria che ha umiliato il lavoro e ucciso milioni di imprese?».
Ecco, nel suo programma c'è una politica industriale? Una politica industriale intanto bisogna avercela. Per Berlusconi è opzionale. Pare che la faccia spontaneamente il mercato. E in questa insostenibile leggerezza della politica l'Italia vive un vero e proprio processo di deindustrializzazione che è una tragedia civile e sociale. Non esiste un luogo in cui si discute di quali siano gli apparati industriali considerati strategici e come di conseguenza agire affinché essi possano radicarsi e rinforzarsi qui in Italia, di come possano internazionalizzarsi senza emigrare alla ricerca della manodopera al più basso costo, di come possano competere usando la chiave magica che apre la porta dei mercati globali: la qualità delle produzioni, il contenuto di innovazione dei prodotti. Non so se è una bestemmia dire che è necessario l'intervento pubblico in economia, che significa orientare e accompagnare le imprese, impedire che la costellazione di piccole aziende paghi in forme fatali il prezzo della crisi, promuovere la valorizzazione della presenza femminile e giovanile nel sistema economico, tutelare le conquiste sociali fondamentali, favorire un clima favorevole ai processi di innovazione, varare un Piano straordinario per il lavoro mirato al riassetto idrogeologico e alla cura del territorio.
Prosegue il dibattito politico sia a livello locale sia a livello nazionale sul futuro della sinistra e del centro-sinistra. Pubblichiamo di seguito un intervento di Sinistra Ecologia e Libertà che parla anche delle politiche dell'amministrazione comunale e del percorso che questa esperienza farà nei prossimi mesi in vista del primo congresso che si terrà ad ottobre.
Sinistra Ecologia Libertà sta sperimentando una significativa tendenza espansiva della propria azione politica, a livello nazionale come a livello locale. La grande visibilità e la indubbia leadership di Nichi Vendola rappresentano certamente un fattore trainante ed aggregante che fortifica l'esigenza di agire da partito e di costruire, in primis attraverso il congresso che Sinistra Ecologia Libertà terrà il prossimo ottobre, un soggetto politico in grado di coprire il largo vuoto aperto nella sinistra dalla sconfitta elettorale, dall'arroccamento minoritario di molte sue componenti anche importanti, dalla deriva politica e sociale prodotta dal neo-liberismo, che continua spietatamente a cavalcare la crisi economica.
Se esiste un'area sociale e di opinione che dal passato arriva fino a Sel, e di cui una parte dei suoi militanti sono espressione, al contempo vi è senz'altro una possibile, talvolta inconsapevole, sinistra che trae dalle contingenze dell'oggi rinnovati motivi di mobilitazione. Proprio muovendosi in questa direzione, con spirito costruttivo ed unitario, SEL ha contributo, insieme ai comitati del movimento per la ripubblicizzazione dell'acqua, alla raccolta di firme per i referendum abrogativi delle norme con cui il Governo Berlusconi sta definitivamente procedendo alla privatizzazione della risorsa idrica .
E' crescente in città il disagio per alcune linee di intervento dell'attuale Amministrazione, che pure mostra elementi di debolezza e di divisione interna. Pisa sta peraltro vivendo una fase di intensa trasformazione, che domanda scelte importanti, ma soprattutto un'impostazione che metta al centro non lo sviluppo per lo sviluppo, bensì lo sviluppo nelle modalità e nelle forme sostenibili ad un più alto livello di qualità della vita, di interscambio tra le persone, di scelte partecipate, di sociabilità, di cui si avverte sempre di più la mancanza. Su questo tema l'esperienza di Rebeldia si pone come significativa e matura controtendenza.
Sinistra Ecologia Libertà chiede ed ottiene una serie di riunioni della coalizione che sostiene Pieroni sulla questione dei rifiuti. E venerdì 13 agosto si svolgerà un incontro della commissione consiliare in Provincia ad hoc su questi temi
Si svolgerà venerdì 13 agosto l'attesa commissione consiliare in Provincia sul tema della gestione dei rifiuti ed in particolare sullo stato delle procedure autorizzative per i nuovi impianti di termovalorizzazione dei rifiuti speciali nel territorio provinciale di cui tanto si sta discutendo nelle ultime settimane: dall'impianto di Gello a quello di Vicopisano, per finire con Castelfranco.
Ma che il confronto tra le forze politiche sia complesso e che vi siano anche posizioni differenti lo dimostra il fatto che al di là della commissione si svolgerà subito dopo la pausa estiva una serie di riunioni dei partiti della maggioranza che governano la Provincia di Pisa proprio sulla questione dei rifiuti.
A renderlo noto è il capogruppo in consiglio provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, Massimiliano Casalini: "Due settimane fa come SEL abbiamo chiesto ai partiti di maggioranza in Provincia - PD, IdV e PSI - di andare velocemente a una serie di riunioni di coalizione sulla questione dei rifiuti: la risposta è stata positiva e il Presidente Andrea Pieroni si è impegnato a calendarizzare tali incontri già dalla prima settimana di settembre".
"Riteniamo - prosegue Casalini - il tema degli impianti di trattamento dei rifiuti un tema dirimente per l'azione politica della coalizione che governa in Provincia e SEL vuole fare la sua parte. Abbiamo detto più volte che non siamo "quelli del no sempre e comunque", ma sosteniamo che è necessaria e stringente una programmazione d'area in quest'ambito, ovvero il Piano interprovinciale dei rifiuti, che vada a connettersi con la programmazione del governo del territorio e delle energie, della viabilità e dello sviluppo, della tutela dei territori e delle risorse ambientali, del turismo".