12 Marzo 2010 - ALLUVIONE DEL FIUME SERCHIO: INTERVENTI E SITUAZIONE ATTUALE
Venerdì 05 Marzo 2010 10:57
Per maggiori informazioni http://www.lasinistraperpisa.it o scriveteci all'indirizzo mail
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Il consigliere di Sel presenta un'interpellanza al Sindaco sulla realizzazione del progetto
Con i primi giorni di settembre stanno per ricominciare le attività dei consigli comunale e provinciali e non poteva non giungere in questi organi il dibattito politico che in queste settimane si è svolto in merito alla realizzazione all'aeroporto militare di Pisa, di un Hub militare nazionale, che renderà la nostra città la più grande portaerei del paese.
Un progetto contro il quale sono già molte le voci del movimento contro la guerra e per la pace che in città si sono levate; da Emergency di Pisa che in questi giorni porterà la discussione all'interno dell'incontro nazionale che è in corso a Firenze, a un Ponte Per insieme a tutte le associazioni del Progetto Rebeldìa, ma anche i Cobas, Rifondazione Comunista. Sabato scorso anche una prima manifestazione in città organizzata da Centodonnecentobici in collaborazione con Rebeldìa e la Casa della donna ha ribadito con forza il no all'Hub militare.
A prendere ora la parola è Carmelo Scaramuzzino, capogruppo in consiglio comunale di Sinistra Ecologia e Libertà: "Un chiarimento necessario ed urgente si renda necessario nella sede istituzionalmente preposta: il Consiglio comunale". Non sono piaciute al consigliere di Sel le prime dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Filippeschi che ha dichiarato il giorno dopo l'annuncio da parte dei vertici della 46° Aerobrigata dell'inizio dei lavori nella prossima primavera che "per Pisa non può che essere un onore accogliere tale struttura".
Acqua, aria, terra e fuoco. Sono questi i quattro elementi naturali che gli antichi individuavano come fonti di energia, come fonte di vita. Noi oggi li chiamiamo beni comuni, un concetto che, di fatto, era ben chiaro anche ai nostri più antichi antenati.
L’acqua che beviamo e di cui siamo fatti, la terra nella quale siamo e dalla quale traiamo frutti, l’aria che respiriamo e il fuoco indispensabile per riscaldare.
L’aria dei nostri cieli, innanzitutto. Abbiamo appreso dai vertici della 46.ma Aero Brigata che, a partire dal prossimo anno, inizieranno nella nostra città i lavori per trasformare l’aeroporto militare Dall’Oro “nel punto di riferimento per tutte le forze armate che avranno bisogno di spostarsi per via aerea per le missioni nei teatri internazionali”.
Durante i lavori di ampliamento dello scalo, verrà realizzata anche una struttura ricettiva per 30mila uomini perfettamente equipaggiati, per un arco di tempo di almeno un mese. Al di là di essere o meno “orgogliosi” di questo fatto, ci chiediamo se sia possibile fare una discussione pubblica su questi temi, anziché precipitarsi in manifestazioni di adesione incondizionata al progetto.
Ad oggi il destino lavorativo dei 65 dipendenti della C-Global risulta ancora incerto. I Capigruppo consiliari della Provincia di Pisa Massimiliano Casalini (SEL), Manolo Panicucci (PD) e Michele Curci (IDV) - in una nota congiunta - esprimono l’auspicio che il doppio incontro tenutosi a Pisa il 25 agosto con i vertici aziendali e sindacali sia solo l’inizio di un percorso che porti a soluzioni alternative al trasferimento a Collecchio (Parma) della sede pisana e fiorentina.
Si sottolineainoltre che l’indotto che ruota intorno all’azienda, tra Pisa e Firenze, è di circa 150 lavoratori ed in questa fase è assolutamente da scongiurare ogni tipo di perdita occupazionale sul territorio. Attendiamo e seguiremo con molta attenzione - si conclude nella nota – ciò che emergerà dall’incontro di venerdì 27 agosto tra l’Azienda e le organizzazioni sindacali in previsione a Collecchio.
BARI - «Il racconto che io immagino rompe le porte blindate dell'economicismo. Produrre e distribuire ricchezza, promuovere il benessere di tutti, coniugare economia ed ecologia, trovare il giusto equilibrio tra profitto dell'impresa privata e valorizzazione dei beni comuni». Nichi Vendola, il governatore della Puglia cui piacciono i racconti, colui che ha deciso di sparigliare il centro-sinistra con la sua candidatura alle primarie parla di economia, Fiat, tasse e crisi. «Il dibattito dell'economia – dice – è asfittico e criptato, monopolizzato da tecnocrati, lobbysti e moralisti a libro paga. Un dibattito drammaticamente orfano di quell'etica della responsabilità che per me significa confronti con l'inviolabilità della vita e del vivente e porre un argine alla mercificazione del mondo. Cos'è la crisi? Una calamità naturale o il frutto avvelenato di quel potere soprannazionale della rendita e della speculazione finanziaria che ha umiliato il lavoro e ucciso milioni di imprese?».
Ecco, nel suo programma c'è una politica industriale? Una politica industriale intanto bisogna avercela. Per Berlusconi è opzionale. Pare che la faccia spontaneamente il mercato. E in questa insostenibile leggerezza della politica l'Italia vive un vero e proprio processo di deindustrializzazione che è una tragedia civile e sociale. Non esiste un luogo in cui si discute di quali siano gli apparati industriali considerati strategici e come di conseguenza agire affinché essi possano radicarsi e rinforzarsi qui in Italia, di come possano internazionalizzarsi senza emigrare alla ricerca della manodopera al più basso costo, di come possano competere usando la chiave magica che apre la porta dei mercati globali: la qualità delle produzioni, il contenuto di innovazione dei prodotti. Non so se è una bestemmia dire che è necessario l'intervento pubblico in economia, che significa orientare e accompagnare le imprese, impedire che la costellazione di piccole aziende paghi in forme fatali il prezzo della crisi, promuovere la valorizzazione della presenza femminile e giovanile nel sistema economico, tutelare le conquiste sociali fondamentali, favorire un clima favorevole ai processi di innovazione, varare un Piano straordinario per il lavoro mirato al riassetto idrogeologico e alla cura del territorio.