L'intervista di Pisanotizie a Dario Danti, coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, e Massimiliano Casalini, consigliere regionale di SEL, sulle possibili alleanze per le elezioni regionali Mancano meno di due mesi alle elezioni regionali, ma ancora sono tanti i nodi da sciogliere a sinistra sul tema delle alleanze. Diversi sono i soggetti che in questi giorni stanno discutendo al proprio interno e si stanno confrontando con il candidato Enrico Rossi. Abbiamo incontrato, Dario Danti, coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, e Massimiliano Casalini, consigliere regionale di SEL. A che punto è il confronto con Enrico Rossi? Danti: Il confronto è in corso da diverse settimane e per domani sera (oggi per chi legge) alle 20 a Firenze è previsto un tavolo delle attuali forze di maggioranza per fare il punto della situazione. Inoltre già domattina (oggi per chi legge) avremo un incontro tra le forze della sinistra per concordare alcune proposte comuni e mettere bene a fuoco i temi da portare al tavolo di confronto. Si tratta di un incontro decisivo per definire il quadro delle alleanze. Il punto di partenza sicuramente è l'azione di governo di questi ultimi cinque anni, il cui bilancio è molto positivo. Un esempio su tutti è dato dalla legge regionale sull'immigrazione toscana, che è anche stata di recente ripresa da Vendola in Puglia. Già la Puglia aveva introdotto degli elementi di positività rispetto alla Bossi-Fini, la legge approvata nella nostra regione segna un passo in avanti ed in controtendenza rispetto al pacchetto sicurezza.
Quali sono i punti tematici che porterete al tavolo di confronto? Danti: Da parte nostra abbiamo ribadito più volte alcune questioni per noi imprescindibili: acqua pubblica, lotta alla precarietà del lavoro, energie rinnovabili e salvaguardia dell'ambiente e del territorio, inclusione sociale e diritti. Senza mitizzazioni credo che l'idea della Puglia come orizzonte di governo, sia nel senso di politiche concrete, sia come metodologia con cui queste politiche si portano avanti possa essere un buon esempio. Enrico Rossi ha scelto come slogan: "Toscana avanti tutta", ponendo l'accento sulla questione dello sviluppo e della crescita, qual è il vostro giudizio su questa impostazione data alla campagna elettorale? Danti: Avanti tutta deve essere inteso rispetto a cosa è stato fatto fino ad oggi. Il secondo governo Martini ha avuto anche qualche elemento di debolezza, nel senso che è stato più "seduto" rispetto al dinamismo del primo mandato, anche nel rapporto con i movimenti e rispetto al tema della partecipazione. Occorre andare avanti sull'inclusione sociale contro i Cie, andare avanti sulle energie rinnovabili, sulla tutela del lavoro precario e dei settori sociali più deboli. Se andare avanti significa riuscire ad esportare in tutta Italia il modello della sanità Toscana, credo che sia un'ottima idea in quanto questo è un settore di eccellenza. Ad esempio la Puglia seguirà la Toscana su molti provvedimenti in questo campo, poichè l'elemento centrale è la difesa del pubblico, a differenza di quanto ad esempio avviene in Lombardia. Riguardo, invece, all'accento posto da Rossi sullo sviluppo in senso produttivo, credo che poi occorrerà misurarsi sulle politiche concrete. Queste elezioni possono essere, quindi, nella nostra regione un'occasione di sperimentazione politica? Casalini: Io credo che il modello toscano di Governo sia positivo. La Toscana con questa tornata elettorale ha la possibilità di diventare un laboratorio politico dell'alternativa rispetto alle politiche del governo. I punti di forza sono quelli di uno sviluppo sostenibile ed integrato con i territori, ma anche un sistema pubblico della scuola e della sanità. Inoltre la Toscana è in prima linea sul tema dei diritti civili e dell'attenzione all'alterità. A livello regionale, e poi con ricadute su tutti i territori, vi sono state anche importanti prese di posizione contro l'omofobia che è una piaga tutta italiana. Sul tema dell'immigrazione, come diceva prima Danti, c'è una pregevole legge che è una base fondamentale di partenza per la gestione di questo ambito delicato e difficile, anche per la nuova legislatura. Con questo testo si rovescia il punto di vista che ogni giorno viene inculcato dai mass media: siamo per la solidarietà contro la xenofobia. Occorre sviluppare un forte approccio all'inclusione sociale, combattendo anche culturalmente l'equiparazione che il centro-destra sta propagandando nel paese: clandestino uguale criminale. Ma come si concilia questa legge con le recenti dichiarazioni di Rossi sui Cie? Casalini: Io credo che i Cie in Toscana non vadano fatti. L'Unità negli scorsi giorni pubblicava un approfondimento sulla situazione disumana di queste strutture, che andrebbero chiuse. Credo che stante la normativa regionale, un Cie in Toscana non si farà. Si tratta di una struttura barbara che purtroppo esiste in molte parti d'Italia. Occorre lavorare invece nell'ottica dell'inclusione, costruendo dei luoghi per la fuoriuscita dalla clandestinità. Rispetto al quadro che descrivete, a vostro giudizio è quindi probabile che vi possa essere un accordo con Rossi? Danti: Direi che ci sono molti più motivi a favore di un accordo che non per la rottura. Il problema semmai è un altro: evitare che, complice la legge elettorale che è stata approvata, nel prossimo consiglio regionale non vi sia un monocolore del Pd. Anche gli ultimi sondaggi indicano che neppure l'Italia dei Valori supererebbe il 4%. Qual è la proposta che fate, quindi, alle altre forze politiche? Danti: Con grande senso di responsabilità abbiamo lanciato l'idea di costruzione di una lista unitaria di sinistra o meglio di tutte quelle forze che non sono il Partito Democratico, compreso il partito di Di Pietro, aperta ai movimenti, alla società civile. Penso ad una grande lista unitaria che possa essere anche di auspicio per un nuovo soggetto unitario della sinistra. Vedo che però di fronte a questa nostra proposta ci sono numerose resistenze proprio dallo stesso partito di Di Pietro. La vostra scommessa è, quindi, quella della lista unitaria? Danti: Si certamente. Il mio auspicio è che alle prossime regionali si misurassero nel centrosinistra la lista del del Pd e un'altra lista capace di porre unitariamente alcune questioni centrali: la democrazia, la partecipazione, la giustizia sociale, la legalità. Per questo non credo ad 'accordicchi' o a ipotesi come "la bicicletta" o "il triciclo", che sono ipotesi fatte per tirare a campare che non vengono comprese nessuno. Proponete una lista con un nome nuovo ed un simbolo nuovo? Danti: E' questa la strada da seguire. Ci vuole la "sinistra per la toscana", un nome nuovo, e simbolo nuovo. La pregiudiziale non può essere l'iconografia, le pregiudiziali devono fondarsi sui contenuti, altrimenti, ripeto, il rischio è il monocolore del Pd. Dentro la Federazione della Sinistra si discute molto, però, sulla stessa possibilità di fare l'accordo con Rossi... Danti: Ho letto negli scorsi giorni un articolo del segretario del Prc, Stefano Cristiano che afferma "tutti dentro o tutti fuori". Io credo che, al contrario, noi siamo già tutti dentro, visto che veniamo da una comune esperienza di governo. Il problema è se vi sono dei macigni politici che Rossi pone per cui si possa arrivare ad una rottura, anche perché in giunta anche in questi giorni stiamo votando tutti insieme ogni provvedimento. Mi sembra che questi "macigni" oggi non vi siano. Nel caso in cui non vi fosse un accordo con le altre forze della sinistra per una lista unitaria cosa fareste? Danti: Presenteremo la lista di Sinistra, Ecologia e Libertà con Vendola. Abbiamo definito il nostro simbolo, nei prossimi giorni si costituiranno in consiglio provinciale a Pisa, nel consiglio comunale ed in tutti i consigli del territorio provinciale i gruppi di Sinistra Ecologia e Libertà. Martedì 9 verrà a Pisa Claudio Fava per un incontro pubblico: stiamo attraversando fase di costruzione importante. Nel prossimo consiglio regionale, comunque, riproporrete la questione della legge elettorale, approvata da Pd e Pdl, che ha visto una vostra ferma opposizione? Danti: Indubbiamente. Avevamo una possibilità per bloccare quel provvedimento secondo le norme statutarie e sarebbero servite le firme di tutti i consiglieri delle forze più piccole rispetto ai due partiti maggioritari. Le firme dei nostri consiglieri e di quelli dell'Udc erano pronte, mi chiedo ancora perchè gli altri partiti (PRC, e PdCI, ndr) non abbiano fatto altrettanto. Nei prossimi mesi faremo, comunque il referendum per la reintroduzione delle preferenze e chiederemo a Rossi, se sarà eletto, di avere un ruolo neutrale in questo campagna elettorale. Nel caso di un responso positivo al quesito è fondamentale che il consiglio regionale recepisca questa indicazione. Per SEL una elezione che è anche l'inizio di un cammino? Casalini: Occorre fare tesoro delle esperienze passate ed evitare qualsiasi meccanismo di autoreferenzialità. Dobbiamo uscire dalle stanze in cui troppo spesso ci attorcigliamo su noi stessi e tornare tra la gente. Solo così possiamo costruire e pensare la Sinistra del Terzo Millennio. E credo che un punto di partenza imprescindibile sia una discussione sulla moralità e sull'etica, partendo dalla legalità come ha fatto Vendola in Puglia. Occorre riuscire a far percepire la sinistra come qualcosa di utile anche nella vita quotidiana ai singoli cittadini. Articolo tratto da pisanotizie.it |