La maggioranza presenta un ordine del giorno in cui chiede "l'immediata liberazione degli spazi" prima di ogni altro confronto. Ma Sel, Rc, e PdL fanno mancare il numero legale. Questa mattina un presidio di fronte al tribunale, dove si svolge l'udienza di sfratto indetta dalla Cpt contro le 30 associazioni di Rebeldìa, e oggi pomeriggio il consiglio riprenderà i lavori per concludere la discussione
Si può riassumere con poche parole ciò che è successo ieri in consiglio comunale: il consiglio non ha ceduto di fronte alla richiesta della maggioranza, che in un ordine presentato alle 21:05, scritto e concordato in fretta e furia fra i banchi del Pd, richiede l'uscita immediata di Rebeldia prima di procedere a qualsiasi altra soluzione. Sel, Rifondazione, e PdL abbandonano l'aula, viene a mancare il numero legale e la seduta è sospesa, poi sciolta. L'assessore Cerri lascia le Baleari urlando ai consiglieri della sinistra: "Avete fatto l'accordo con la Pdl", e il Sindaco si rivolge agli attivisti di Rebeldia con gesti e sfottò.
Questa la conclusione, alle 23 di sera. Il dibattito democratico può funzionare anche così, resta il fatto che sono cronache che assumono sempre più gli stili del western, i dialoghi della farsa, i toni delle tragedie, e sarebbe ancor più triste se non se ne comprendessero il senso e la ragione.
Ma torniamo all'inizio, per capire meglio la strana 'maledizione' che impedisce al consiglio di Pisa di pronunciarsi su di un tema su cui peraltro, in maniera diretta, si era già espresso, ovvero gli spazi per l'aggregazione e le associazioni. Una discussione giunta dopo rimandi infiniti, alla vigilia dell'udienza che si tiene quest'oggi sulla causa di sfratto indetta dalla Cpt contro le 30 associazioni che hanno sede in via Battisti.
Ad aprire la discussione è stato Franco Bertolucci della Biblioteca Franco Serantini, come primo firmatario della proposta di delibera: "Il tessuto associativo della nostra città è parte caratterizzante della sua storia e del suo presente. Un patrimonio di persone e attività, che non solo mettono a disposizione tempo ed energie per cause comuni, ma spesso offrono servizi che suppliscono alle carenze istituzionali. Emarginare il lavoro delle associazioni significa dare un colpo mortale alla solidarietà".
Approvata in Consiglio Comunale dopo tre ore di discussione la proposta di iniziativa popolare promossa dal Circolo Legambiente di Pisa. Il Presidente Marco Ricci: "Allontanato dal nostro territorio il rischio nucleare"
"Territorio comunale denuclearizzato", sarà questa la dicitura che si troverà a breve alle porte del Comune di Pisa. Infatti nel corso del Consiglio comunale svoltosi ieri è stata approvata con 22 voti favorevoli, 12 contrari e 2 astenuti la proposta di iniziativa popolare promossa dal Circolo Legambiente di Pisa che aveva proprio come oggetto la dichiarazione di Pisa quale territorio comunale denuclearizzato.
Una discussione avvenuta in seguito all'iniziativa dell'associazione ambientalista che nel maggio del 2009 aveva raccolto e depositato presso gli uffici comunali 246 firme per richiedere un consiglio comunale aperto sull'argomento, secondo l'iter previsto dall'articolo 55 dello Statuto Comunale, in cui si afferma che "l'iniziativa per l'adozione di atti amministrativi può essere esercitata da parte della popolazione con la presentazione di una proposta che deve essere sottoscritta da almeno 150 residenti maggiorenni".
E dopo oltre un anno, benché lo stesso Statuto obblighi entro 60 giorni a portare in consiglio la proposta di delibera, Legambiente è riuscita a far discutere e approvare questa proposta. E il primo a parlare su questo punto all'ordine del giorno, secondo quanto previsto dall'iniziativa, è stato il primo dei firmatari del documento depositato, ovvero il presidente del circolo locale dell'associazione ambientalista Marco Ricci, che illustra i contenuti della delibera da mettere in votazione.
Proseguono le prese di posizione sulla mancata approvazione del Cda sul piano delle assunzioni
La mancata approvazione del piano delle assunzioni da parte del Consiglio di Amministrazione dell'Università è un ferita che resterà a lungo aperta nella vita dell'ateneo.
Infatti dopo la lettera del coordinatore della RSU, Omar Benini, che chiede le dimissioni del Rettore, a criticare duramente quanto avvenuto sono in un comunicato congiunto le organizzazioni sindacali e le Associazioni della Docenza Universitaria dell'Università di Pisa: "Esprimiamo un grave disappunto relativo alle decisioni del Senato Accademico del 6 Luglio 2010 e del Consiglio di Amministrazione del 13 Luglio 2010, in quanto non solo non si è proceduto ad indire gli 85 bandi per i ricercatori e all'assunzione degli 89 stabilizzandi del personale tecnico amministrativo (come richiesto nella mozione dell'assemblea dei docenti 1 Luglio 2010), ma neanche è stato dato l'avvio alle procedure".
"La grave lesione fatta - si legge ancora nel comunicato - alle aspettative di queste persone, in un momento in cui le difficili possibilità di oggi possono diventare le nulle possibilità di domani, non può non richiamare la altrettanto grave lesione già perpetrata con il prepensionamento d'ufficio dei ricercatori con 40 anni di anzianità contributiva, che a questo punto si rivela non solo ingiusto ma anche inutile".
A conclusione del dibattito promosso da Arci ragazzi, Rebeldia e Biblioteca Serantini,
Considerando:
la difficoltà a reperire sul mercato immobiliare gli spazi da dedicare alle attività sociali e culturali senza fini di lucro nella città di Pisa, avanzata dalle associazioni proponenti la deliberazione;
i grandi cambiamenti urbanistici che investiranno la città di Pisa nei prossimi anni, con importanti dislocamenti dei centri logistici e direzionali urbani;
che i servizi erogati dalle associazioni esistenti sul territorio suppliscono a forme di welfare comunale in maniera sempre più importante dato uno scenario internazionale di crisi e il taglio delle risorse statali agli enti locali;